Statuto

STATUTO ASSOCIAZIONE

Art. 1 – (Costituzione, denominazione, sede e durata)

E’ costituita in Olbia l’associazione denominata “Prospettiva Donna”. E’ un’associazione non lucrativa di utilità sociale (Onlus) che si riconosce nei principi costitutivi dell’AUSER, condividendone alcuni progetti, attuando una forma di collaborazione attinente alle problematiche riguardanti la violenza contro le donne.
Possono aderire all’associazione tutte le persone che abbiano compiuto 18 (diciotto) anni. Prospettiva Donna riconosce i principi fondamentali della Costituzione Italiana, nata dalla Resistenza, e si impegna ad operare per la pace, la giustizia e la legalità, rifiuta e ostacola l’ingresso di associazioni mafiose e criminose al proprio interno.
La sede dell’associazione è in Olbia, via Padova, n.14. La sua durata è illimitata.
Il trasferimento della sede sociale non comporta nessuna modifica statutaria.

Art. 2 – (Finalità e attività dell’associazione)

L’associazione non ha scopo di lucro, è apartitica e aconfessionale. Scopo dell’associazione è svolgere finalità di solidarietà sociale, attività culturale, promuovere iniziative, anche in collaborazione con altre associazioni, aventi come finalità il miglioramento delle condizioni di vita delle donne e dei minori. L’associazione ha la finalità di:
· a) approfondire la ricerca, la riflessione, il dibattito e l’agire rispetto all’inviolabilità del corpo femminile. Il progetto si fonda sull’autodeterminazione e sulla relazione tra donne, al fine di rimuovere ogni forma di violenza fisica, psichica, sessuale od economica praticata nei confronti delle donne e dare visibilità alla loro forza.
· b) Fare opera di prevenzione e intervenire concretamente a favore di minori che subiscono violenza fisica, sessuale e psicologica fuori e all’interno della famiglia e di donne adulte che durante l’infanzia hanno subito abusi sessuali e maltrattamenti.
· c) Interventi formativi – corsali e individualizzati – di alta formazione post laurea, di adeguamento e aggiornamento delle competenze professionali, di formazione professionale, di qualificazione, di specializzazione e di riqualificazione.
· d) Accoglienza e informazione per l’attivazione di risorse sociali, l’inserimento lavorativo o la scelta del percorso formativo.
· e) Colloqui orientativi al lavoro, “counseling” e bilancio di competenze.
· f) Iniziative di promozione dell’autonomia economica e lavorativa anche attraverso progetti di promozione dell’imprenditoria e “work experiences”, nonché la raccolta di fondi da destinare alla realizzazione degli scopi dell’associazione
· g) Interventi di tutoraggio nella formazione e nell’orientamento al lavoro e alla formazione.
L’associazione, per conseguire tali scopi, si propone tra l’altro:
· a) L’organizzazione di ricerche, convegni, seminari, dibattiti ed ogni genere d’iniziativa tesa alla prevenzione, alla informazione e all’individuazione della problematica e agli interventi concreti di sostegno.
· b) La realizzazione di un centro di prima accoglienza dove sia le donne che i minori possano trovare un primo aiuto, accoglienza e assistenza allorquando subiscono violenze all’interno della famiglia o in altri casi in cui ciò si renda necessario.
· c) La gestione di una casa-rifugio segreta, o altre strutture ritenute necessarie e conformi alle finalità della associazione, nelle quali ospitare donne e minori in situazioni di rischio. La gestione di tali strutture, anche in considerazione di analoghe esperienze italiane e straniere, verrà assunta da solo personale femminile, sia volontario che retribuito che si riconosca nelle finalità dell’associazione, fermo restando che ci si potrà avvalere di consulenze di operatori esterni secondo le necessità.
· d) L’accesso alla conoscenza e lo sviluppo delle normative e delle politiche che riguardano le donne e i minori anche attraverso programmi specifici.
· e) Il sostegno morale alle donne che intendano autonomamente gestire la propria facoltà di procreare e si impegna a promuovere e favorire le politiche che regolamentano la procreazione, quando questa è assistita, nelle modalità che tutelino l’integrità psicofisica delle donne.
· f)L’intervento e la costituzione di parte civile nei processi per violenza carnale, atti di libidine, maltrattamenti in famiglia ed in genere in ogni procedimento, penale, civile e amministrativo, che veda la donna o il/la minore come oggetto di violenza.
· g) Per realizzare tali finalità, l’associazione ritiene importante avviare la sperimentazione di forme di collaborazione con le istituzioni pubbliche, in particolare con le amministrazioni locali della Sardegna (Regione, Provincia, Comuni, ASL, Università, ecc).
· h) Attività di formazione, aggiornamento e orientamento al lavoro.

Art. 3 (Socie)

L’associazione è fondata dalle firmatarie del presente atto che sono considerate socie fondatrici e ideatrici del progetto.
L’associazione prevede inoltre, socie ordinarie, socie e soci sostenitori. Le socie ordinarie sono coloro che, attraverso una richiesta scritta al direttivo, chiedono di far parte dell’associazione. Il
Comitato direttivo si riserva, previo colloquio, di accettare o respingere la richiesta.
In caso di accettazione, la richiedente dovrà frequentare un corso di formazione predisposto dall’associazione al fine di conseguire la preparazione idonea ed il successivo inserimento nelle diverse attività dell’associazione. Alla fine del corso, la richiedente dovrà, comunque, sostenere una prova finale finalizzata a valutare l’idoneità e l’eventuale inserimento e acquisizione della qualifica di socia ordinaria. I soci sostenitori sono coloro (uomini e donne) che supporteranno l’associazione attraverso campagne di tesseramento e ulteriori contributi volontari.

Tutti le socie e i soci si impegnano ad accettare lo statuto e attenersi alle deliberazioni che regolamenteranno la vita sociale. La qualità di socia e di socio da diritto a ricevere regolarmente i materiali prodotti dall’associazione, ed essere informati sulle attività, ad usufruire dei servizi culturali e documentari predisposti.
Le socie ordinarie esercitano tutti i diritti inerenti alla loro qualifica, compreso quello di voto nell’assemblea.

Art. 4 (Recesso ed esclusione della socia)

La socia cessa di appartenere all’associazione: a) per dimissioni, con decorrenza immediata dal momento in cui perviene la comunicazione alla Presidente b) per esclusione, nei casi di gravi inadempienze agli obblighi derivanti dal presente statuto e/o di incompatibilità con la natura degli scopi perseguiti dall’associazione.

Art. 5 (Organi dell’associazione)

Sono organi dell’associazione: 1) La Presidente 2) La Vice Presidente 3) L’Assemblea generale delle Socie 4) Il Comitato direttivo 5) La Segretaria 6) La Tesoriera.

Art. 6 Nomina della Presidente

La Presidente è eletta dal Comitato Direttivo, convocato in apposita adunanza, a maggioranza dei due terzi delle presenti. La Presidente dura in carica tre anni e può essere rieletta. La Presidente ha la firma e la rappresentanza legale dell’Associazione di fronte ai terzi ed in giudizio. La Presidente convoca e presiede l’Assemblea Generale e il Comitato direttivo; ha il compito di sovrintendere e vigilare su ogni attività dell’Associazione. In caso di urgenza, la Presidente può esercitare i poteri del Consiglio direttivo riferendone allo stesso tempestivamente, in ogni caso, nella riunione immediatamente successiva. In caso di mancanza o impedimento della Presidente, l’assemblea è convocata e presieduta dalla Vice Presidente. Ad ogni altro effetto la Presidente in caso di assenza o impedimento è sostituita dalla Vice Presidente, anche nella rappresentanza legale dell’Associazione di fronte ai terzi ed in giudizio.

Art 7 (L’Assemblea generale delle socie)

L’Assemblea generale delle socie è composta dalle socie fondatrici e ordinarie. L’Assemblea:
a) discute tutte le linee generali di attività dell’associazione;
b) delibera sul programma di attività e sulle iniziative che vengono sottoposte al voto dalla Presidente, dal Comitato direttivo e dalle singole socie;
c) approva il regolamento, il bilancio, le relazioni del Comitato direttivo
d) procede alla nomina della cariche sociali previste nel presente statuto
e) delibera su tutti gli altri oggetti attinenti la gestione sociale riservati alla sua competenza dal presente statuto.
L’Assemblea si riunisce almeno una volta l’anno per l’approvazione del bilancio, su iniziativa della Presidente o su richiesta di almeno un terzo delle socie. Salvo quanto espressamente previsto all’articolo 6, per la regolarità delle adunanze e deliberazioni dell’Assemblea si applicano le seguenti norme:
1) le adunanze sono valide in prima convocazione quando siano presenti almeno due terzi delle socie e in seconda convocazione qualunque sia il numero delle presenti
2) le deliberazioni sono valide in prima convocazione quando siano presenti almeno due terzi delle socie, e in seconda convocazione qualunque sia il numero delle presenti
3) Le deliberazioni sono prese a maggioranza semplice.

Art 8 (il Comitato direttivo)

Il Comitato direttivo è l’organo che definisce le linee e le priorità delle attività di cui all’art.2 ed elabora i programmi annuali e pluriennali di ricerca e di lavoro da sottoporre all’Assemblea generale delle socie. Si riunisce almeno due volte l’anno e delibera a maggioranza dei due terzi delle proprie componenti e resta in carica per tre anni. Esso è composto dalle socie fondatrici. Dopo il terzo anno dalla data della costituzione della associazione le componenti saranno elette dall’Assemblea generale di tutte le socie con le modalità e le maggioranze di cui all’art.7 Il Consiglio direttivo nomina le proprie componenti, la Presidente, la Vice Presidente, la Segretaria e la Tesoriera dell’associazione. Sulle proposte emerse dall’Assemblea il Comitato direttivo può altresì istituire specifiche sezioni di lavoro e di ricerca da affidare alla responsabilità di una delle componenti ed eccezionalmente a donne che non ne facciano parte. Propone il regolamento interno delle attività dell’Associazione. Predispone il bilancio preventivo e il bilancio consuntivo da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea Generale. Delibera sulle liti attive e passive. Stabilisce, salvo approvazione dell’assemblea le quote associative per le diverse categorie di socie. Tutti gli organi del Comitato direttivo possono essere da questo revocati in ogni momento e decadono in ogni caso alla scadenza del mandato del direttivo stesso. Il Comitato direttivo è convocato, oltre che dalla Presidente, su richiesta di almeno un terzo delle sue componenti.

Art 9 (La Segretaria- La Tesoriera)

La Segretaria assicura la redazione dei verbali dell’Assemblea generale, e svolge attività di segreteria dell’associazione. La Tesoriera redige il bilancio e la tenuta dei conti, riscuote le quote annuali e provvede in genere ad ogni adempimento amministrativo dell’Associazione. La segretaria e la tesoriera vengono elette tra le componenti del direttivo, con le maggioranze previste dall’art.7

Art.10(Collegio dei revisori)

IL collegio dei revisori viene eletto dall’assemblea e dura in carica un triennio. Il primo collegio dei revisori è eletto con l’atto costitutivo dai soci fondatori. Esso si compone di tre membri effettivi e due supplenti. Il collegio elegge nel suo seno un presidente . Il collegio ha il compito di esaminare l’andamento amministrativo e la regolarità dei conti dell’associazione: su tale argomento il collegio è tenuto a redigere relazioni quadrimestrali inserite nel verbale relativo a ciascuna riunione.

Art. 11 (I mezzi finanziari)

I mezzi finanziari per il funzionamento dell'associazione provengono:
- dalle quote versate dai soci nella misura decisa annualmente dal Comitato direttivo e ratificata dall'Assemblea;
- da contributi, donazioni, lasciti in denaro o in natura provenienti da persone e/o enti le cui finalità non siano in contrasto con gli scopi sociali.
Il Comitato direttivo potrà rifiutare qualsiasi donazione che sia tesa a condizionare in qualsivoglia modo l'associazione.
- da iniziative promozionali
I fondi dell'associazione non potranno essere investiti in forme che prevedano la corresponsione di un interesse.
Ogni mezzo che non sia in contrasto con il Regolamento interno e con le leggi dello Stato Italiano potrà essere utilizzato per appoggiare e sostenere i finanziamenti all'associazione e arricchire il suo patrimonio.

Art. 12 (Il Bilancio)

I bilanci sono predisposti dal Comitato direttivo e approvati dall'Assemblea.
Il bilancio consuntivo è approvato dall'Assemblea generale ordinaria con voto palese o con le maggioranze previste dallo Statuto.
L'assemblea di approvazione del bilancio consuntivo deve tenersi entro la data del 30 aprile dell'anno successivo alla chiusura dell'esercizio sociale.
Il bilancio consuntivo è depositato presso la sede dell'associazione, e nelle varie sezioni, almeno 20 giorni prima dell'assemblea e può essere consultato da ogni associato.
Il bilancio preventivo è approvato dall'assemblea generale ordinaria con voto palese o con le maggioranze previste dallo Statuto.
Il bilancio preventivo è depositato presso la sede dell'associazione, almeno 20 giorni prima dell'assemblea e può essere consultato da ogni associato.

Art. 13 (Modifiche Statutarie)

Questo statuto è modificabile con la presenza dei due terzi delle socie fondatrici e di quelle ordinarie dell'associazione e con voto favorevole della maggioranza dei presenti. Ogni modifica o aggiunta non potrà essere in contrasto con gli scopi sociali, con il Regolamento interno e con la Legge italiana.

Art.14 (Scioglimento dell’associazione)

Per deliberare lo scioglimento dell'associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno i tre quarti degli associati convocati in assemblea straordinaria.
L'assemblea che delibera lo scioglimento dell'associazione nomina uno o più liquidatori e delibera sulla destinazione del patrimonio che residua dalla liquidazione stessa.
La devoluzione del patrimonio sarà effettuata con finalità di pubblica utilità a favore di associazioni di promozione sociale di finalità similari.

Art 15 Norma di rinvio

Per tutto quanto non disciplinato dal presente statuto si rinvia alle norme del Codice Civile in materia di associazioni (artt.14 e ss. c.c.)

Curriculum

CURRICULUM ATTIVITA'

2002-2007

La tragica morte di una donna dal vissuto difficile, avvenuta nel Gennaio del 2002 spinge la comunità olbiese ad interrogarsi su se stessa e sulla propria capacità di accogliere e prevenire tragedie simili, da quel giorno diverse donne provenienti da aree di dibattito differenti quali la Coalizione Democratica, il Sindacato, la Caritas, le Associazioni, le Istituzioni, si sentono accomunate dall’ urgenza di analizzare quella tragedia che ha segnato la comunità. Da quel momento il dibattito e l’analisi focalizzano sempre più la condizione della donna nel territorio della Gallura, un gruppo di lavoro organizza, in coincidenza con l’8 marzo 2002, il convegno “Essere donna in Gallura: un altro mondo è possibile” che da origine ad un progetto ambizioso: dopo il convegno alcune di quelle donne costituiscono un comitato che ha come scopo e finalità la riflessione e lo studio sulla condizione della donna nel territorio: emerge che il problema della violenza di genere e lo sfruttamento della prostituzione sono i temi più urgenti e drammatici da affrontare: il territorio è infatti sguarnito di qualsiasi servizio destinato alle donne in tali difficoltà.
La gravità del fenomeno guida il gruppo verso l'obiettivo di realizzare un centro di ascolto e una casa rifugio dove le donne maltrattate possano trovare comprensione, aiuto e risposte concrete.
Nei cinque anni di lavoro successivi ciascuna donna avvia un percorso di approfondimento e conoscenza, spesso attingendo e affinando le proprie competenze attraverso la formazione e lo scambio di esperienze.
Nel 2006 una fiaccolata nella città contro il problema della tratta di esseri umani e la violenza sulle donne segna un’altra tappa del lavoro di presa di coscienza e del desiderio di sensibilizzare il territorio.
Dal 2007 prende corpo l’esigenza di costituire una vera e propria associazione, “Prospettiva Donna” appunto, che, analogamente a molte altre nel territorio nazionale, promuova iniziative le cui finalità siano il miglioramento delle condizioni di vita delle donne e dei minori, l’approfondire la ricerca, la riflessione, il dibattito e l’agire rispetto all’inviolabilità del corpo femminile.

8 marzo 2008

L’8 Marzo del 2008, con l’organizzazione di un Convegno dal titolo “La violenza di genere in Gallura” si inaugura ufficialmente il Centro Antiviolenza, che ha come sede per il proprio Centro d’Ascolto la sede olbiese dell’ AUSER ed ha come competenza territoriale tutta la provincia Olbia Tempio.
Si struttura organicamente il centro e si stila il regolamento interno del Centro di Ascolto, vengono contattati diversi legali, psicologi, consulenti finanziari per attivare il primo aiuto, la consulenza legale e finanziaria.
I consulenti predispongono un calendario con le loro presenze settimanali divenendo operativi, l’attività del centro è avviata e si inizia l’attività di rilevazione dei dati direttamente dai casi presi in carico.

Aprile-Maggio 2008

Viene stilato e messo a disposizione della Provincia il progetto “Prospettiva Donna” sul fenomeno della tratta e lo sfruttamento della prostituzione in Gallura.

Maggio 2008

Vengono contattati diversi esperti di comunicazione, psicologi, docenti di diritto per l’organizzazione del corso di formazione per operatrice nei centri antiviolenza.
viene pubblicizzato il “I° Corso di formazione per operatrici dei Centri Antiviolenza” patrocinato e riconosciuto dalla Regione Sardegna e dalla Commissione Pari Opportunità regionale e tenuto nei locali posti a disposizione dalla Provincia Olbia Tempio.

Giugno 2008

Inizio del Corso di Formazione: il corso è articolato in una parte teorica e una parte pratica consistente in un tirocinio obbligatorio svolto all’interno dell’associazione.
Il corso termina l’8 Marzo del 2009 con il rilascio dell’attestato.
25 Novembre 2008 Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne
Viene organizzata l’iniziativa “Fiocco bianco” in cui viene dato spazio a tutti gli uomini che vogliono impegnarsi contro la violenza sulle donne, portando la discussione in tutti i consigli comunali della Provincia, l’associazione viene invitata a relazionare presso i Consigli Comunali.

Marzo 2009

viene presentato alla Regione Sardegna il progetto di finanziamento per l’implementazione del Centro Antiviolenza e l’istituzione di una casa di accoglienza protetta per donne vittime di violenza.
7-8 marzo si tiene l’evento 8donna:
"Due giorni insieme per le donne - lotta alla violenza sulle donne - lotta di civiltà"
Sviluppo e potenziamento della rete locale.

Giugno 2009

Approvazione del progetto di finanziamento dalla Regione Sardegna.

Agosto 2009

L’associazione aderisce all’iniziativa nazionale per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica intorno al problema della violenza accogliendo nella propria sede la tappa olbiese della “Staffetta dell’anfora contro la violenza sulle donne” che ha attraversato l’intera nazione.

Settembre 2009

Organizzazione e apertura casa di accoglienza: i casi, numerosissimi e complessi impongono da subito un’intensa attività da parte di tutte le figure coinvolte. Ottobre 2009 Presentazione nelle scuole del “Progetto di sensibilizzazione e informazione sugli effetti dannosi della violenza di genere”: il progetto si pone come obiettivo generale la prevenzione della violenza di genere tra le giovani generazioni, diffondendo la consapevolezza di un’identità di genere.

Novembre 2009

Avvio della campagna di sensibilizzazione, in ambito provinciale, con la realizzazione di un manifesto e pieghevoli multilingue, promossi e diffusi su tutto il territorio e sulla stampa locale, volti a informare capillarmente dell’esistenza del centro antiviolenza in tutto il territorio.

Dicembre 2009

Stipula della “Convenzione pluriennale tra la Provincia Olbia Tempio e l’associazione ONLUS Prospettiva Donna” per la gestione del Centro Antiviolenza della Provincia Olbia-Tempio.